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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Il musulmano mercificato, atto primo

2010-11-04
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Già solo un anno fa parlare di “islamercato” poteva sembrare bizzarro.

Pensavo alle facce dubbiose dei lettori di questo blog di fronte alle mie prese di posizione sul tema, e immaginavo la loro domanda: “Ma di che parla, questo?”

Oggi l’islamercato è una realtà e nulla descrive meglio tale realtà dell’incipit di questo articolo, pubblicato al termine della prima “American Muslim Consumer Conference” su Elan (un webmagazine americano dal sottotitolo “The guide to Global Muslim Culture”):

Siamo ricchi. Siamo ben educati. E, come afferma uno dei moderatori della Conferenza, Shahid Khan (Chairman della MediaMorph), abbiamo un bellissimo aspetto […].  L’American Muslim Consumer Conference si è tenuta al Hyatt Regency di New Brunswick, la settimana scorsa. L’idea che sta dietro alla conferenza non era solo quella di mettere in contatto giovani professionisti musulmani ma anche di mettere a disposizione una piattaforma per gli esperti di marketing in base alla quale discutere il potere d’acquisto dei musulmani americani.  E’ stata una riunione raccolta, non più di 350 persone, ma tutti i più importanti player sono stati coinvolti, dalla Ogilvy & Mather Worldwide alla CNN alla PepsiCo.  E’ vero, le corporazioni internazionali stanno scegliendo di avere a che fare con noi… e questo suona davvero bene (fonte).

Il processo di multinazionalizzazione del consumatore marchiato “islamic” è già iniziato.

Ogilvy & Mather (vedi anche qui), ovvero una delle più importanti agenzie pubblicitarie del mondo, ha pubblicato la settimana scorsa il primo Index of Muslim Friendly Brands, a cura di Ogilvy Noor, “a multidisciplinary practice focused on Islamic branding” (vedi anche qui).

Questo Index è:

the first-ever study that benchmarks the appeal of specific brands to Muslim consumers (fonte)

Dal quale si evince che “i musulmani” adorano Lipton, Nestlé e Nescafè.

Ho cercato di comprare la “bibbia” di Ogilvy Noor, l’appena uscito “Brand, Islam and the New Muslim Consumer“, ma due cose me l’hanno impedito:

  1. il form da riempire mi rifiuta;
  2. il libro costa 9.450 dollari (plus shipping and handling).

Questa non è roba da dilettanti. Comunque la pensiate, in ciò che vi ho appena mostrato c’è un bel po’ di quello che è bene sapere su come funziona il nostro pianeta.

Dobbiamo aspettarci:

  1. una valanga di merci post-islamiche o islamic-style o islamic-friendly marchiate “halal”;
  2. una massa di post-musulmani o musulmani mercificati di vocazione conservatrice e chiusi in casa a consumare.

La qual cosa forse consola qualcuno.

Per me, invece, è un ulteriore svolta verso l’oblio e la barbarie.

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8 Responses to Il musulmano mercificato, atto primo

  1. Melone on 2010-11-04 at 18:47

    Beccasti st’assist a porta vuota!
    http://imelon.wordpress.com/2010/11/04/inshallah/

    Sono ridotto al lurking ‘sto periodo. Ma ci sono …

  2. Marco Restelli on 2010-11-04 at 20:57

    Dannatamente interessante, Lorenzo, grazie

  3. mizam on 2010-11-04 at 23:09
  4. […] Abdullah bin Abdul Aziz è passato dal nono al terzo posto. Sarà per i 60 miliardi di dollari in armamenti accordati con gli americani? Sarà per il crescente peso dell’islamercato? […]

  5. […] 13 novembre, all’indomani della pubblicazione del primo studio di Ogilvy&Mather sul branding islamico, il suo autore aveva qualcosa da dire sulla lista delle marche che la grande agenzia di marketing […]

  6. […] Parliamo di Elan un webmagazine mercificante di cui ho scritto qui. […]

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