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[was] appunti e note sul mondo islamico contemporaneo

Se la fatwa è una bufala

2010-02-06
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L’idea di fare un blog mi era balenata già qualche tempo fa, al tempo della famosa fatwa dell’allattamento degli adulti.

Riassumo la vicenda.

Nel 2007 un docente di al-Azhar, Ezzat Atiyya (al tempo era a capo del Dipartimento dei hadith), emanò una fatwa in cui veniva aggirare il “problema” della promiscuità fra uomini e donne nei luoghi di lavoro attraverso un “artificio” giuridico decisamente stravagante: nella giurisprudenza islamica sono depositati un buon numero di argomenti decisivi riguardo al fatto che l’allattamento genera consanguineità (ad esempio la nutrice diventa consanguinea di chi allatta) e, poiché i consanguinei – oltre a non poter avere rapporti sessuali fra loro – possono vivere in promiscuità, il gioco è fatto: per lavorare insieme nello stesso ufficio (senza veli di sorta) è sufficiente che una donna allatti il suo collega .

Quella che passò nei media come la breastfeedin fatwa ebbe un’eco gigantesca e scoperchiò una serie di problematiche fra cui, principalmente, quella dell’efflorescenza di fatwa emanate da non si sa chi e a che scopo (vedi ad esempio questo articolo nel NYT, vedi anche questa traduzione di un articolo di Ash-Sharq al-Awsat in merito).

In particolare si pose la questione di siti come ad esempio l’ Islamonline.net del caro al-Qaradawi che, senza controllo, sparano pareri a ripetizione (vedi qui) alimentando talvolta  una “globalizzazione” di versioni viete e radicaliste dell’islam e scollegando i fedeli da un islam “locale” o comunque “tradizionale”, generalmente moderato e non politicizzato (il problema è tanto più evidente in aree dove l’islam non ha un radicamento storico, come l’Europa).

La ricezione della notizia scatenò inoltre una foresta di reazioni di tutti i generi, molte delle quali davvero scomposte (motivo per cui il mio blog ha una categoria intitolata “scomposte invettive“): c’era chi si indignava, e fra questi c’erano:

  1. i moralisti semplici (“ma insomma, immaginare che un adulto sconosciuto si attacchi al seno della sua collega è medievale“);
  2. i moralisti controjihadisti (“vedete quanto sono selvaggi i musulmani? Vogliamo questi medievali in Europa?);
  3. i controjihadisti irrisori (“i bacchettoni che tengono recluse le loro donne dovranno scoprirle il seno”);
  4. i divertiti (“tutti in Egitto!”).

E molte altre categorie.

Un egiziano copto prende in giro il suo connazionale musulmano riguardo alla "fatwa dell'allattamento dell'adulto"

Le ironie cambiarono verso, ma non intensità, quando si seppe che per l’estensore della fatwa, era sufficiente somministrare una goccia di latte per cinque volte di seguito senza necessariamente attaccarsi al seno (via bicchiere, insomma).

Agli osservatori occidentali sfuggì però la rilevanza di tutta la vicenda a livello locale.

L’allattamento dell’adulto si sarebbe ridotto ad una specie di rituale, strano quanto volete. E si sa che i rituali, nel tempo, avendo una funzione simbolica finiscono per sostituire del tutto le cose, (si pensi al fatto che i cristiani mangiano il corpo di Cristo in forma di un’ostia e che esistono delle “reliquie per contatto” cioé pezzi di stoffa che sarebbero santi perché sono venuti a contatto con la reliquia stessa).

Per quanto strano possa sembrare, si sarebbe potuto immaginare un futuro in cui qualsiasi donna che abbia mai allattato avrebbe potuto vivere in promiscuità con qualsiasi uomo (avendo tuttavia l’obbligo di castità nei suoi confronti, subentrando con l’allattamento rituale il tabù dell’incesto).

Quindi, a parte le ironie, l’effetto dirompente cui un processo simile avrebbe potuto portare non sfuggì ai diretti interessati: gli egiziani.

La cosa fu dibattuta in televisione e discussa in parlamento. Alla fine, come era prevedibile, Ezzat fu cacciato da al-Azhar e tutto venne messo a tacere (fonte. Nel maggio scorso, fra l’altro, Atiyya ha vinto il ricorso presso la Corte amministrativa del Cairo ed è stato reintegrato ad al-Azhar, fonte).

Izzat `Atiyya

Ezzat Atiyya

Lo schema “una fatwa strana e la sua ricezione nei media occidentali e in Egitto (o in altre aree del mondo islamico)” si è riproposto più volte dal 2007 a oggi.

Io ho iniziato a bloggare proprio in corrispondenza del divieto del niqab ad al-Azhar (categoria “doppio velo“) e mi sono occupato, in questo contesto, di vicende di simile rilevanza (Vedi “La guerra degli imeni“)

Ma occorre ricordare che l’attenzione dell’Occidente verso questo strumento del fiqh ha origini molto lontane, nel 1989, quanto l’Ayatollah Khomeini, emanò una fatwa in cui condannava a morte Salman Rushdie per un passo del suo “I versetti satanici“.

E c’è da sottolineare che quella fatwa era sì davvero rilevante essendo promulgata dalla guida spirituale dell’islam sciita duodecimano che aveva, soprattutto quando c’era Khomeini, una rilevanza infinitamente maggiore.

Ora invece siamo arrivati al punto che scrivi “fatwa per creare un po’ di clamore e, soprattutto in occidente, ci riesci benissimo.

Ecco che arriviamo al commento in cui Terzogiro, ieri, mi segnala questo articolo in cui Marc Lynch di Foreign Policy smonta completamente la notizia – da me commentata ieri – secondo cui Abdul Hamid al-Atrash, di al-Azhar ha “emanato una fatwa contro Facebook (se leggi l’arabo vedi anche qui).

Una rettifica che nessuno, oltre FP, oggi rileva (e c’è da aspettarsi poco interesse per la rettifica anche nei prossimi giorni).

Così come oggi sotto silenzio passano le proteste, in Marocco, per una fatwa contro il vino.

Certo, qualcuno potrebbe dire: ci sei cascato anche tu.

Ed è vero: mi sono fidato delle agenzie nazionali.

L’Adnkronos citava una fonte, al-Quds al-arabi, nella cui versione online non ero riuscito a ritrovare la notizia che lì, fra l’altro, è ridotta a un trafiletto: avevo cercato sotto al-Atrash ma il motore di ricerca non mi aveva sputato niente (secondo me non funziona).

Arriviamo dunque all’Italia. La notizia, somministrata l’altro ieri, sta avendo oggi il suo spreading in rete.

Non credo che verrà mai smentita con la stessa veemenza con cui è stata lanciata e sono sicuro che diverrà parte della cultura orale italolumbard.

Se, come credo, su questo mondo c’è una sola civiltà, l’Italia ne è ai margini.

p.s. poi dice che i commenti non servono. Grazie ancora Terzogiro.

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10 Responses to Se la fatwa è una bufala

  1. falecius on 2010-02-06 at 17:00

    Bellissimo. Lo linko.

  2. falecius on 2010-02-06 at 19:08

    Va detto che ho trovato la notizia della fatwa riecheggiata in varie sedi online, ma su nessuna edizione online di giornali italiani, a parte il brutto e semincomprensibile lancio di adnkronos (peraltro, adnkronos non è pagata anche con le nostre tasse?).
    L’unità invece pubblica un trafiletto sulla smentita.

  3. Lorenzo Declich on 2010-02-06 at 19:25

    Qui invece c’è il GR2 con relativo audio.

  4. terzogiro on 2010-02-06 at 19:53

    o_O grazie?! ma ti pare? Al massimo ringraziamo Marc Lynch

    visto che ti piacciono i link ti passo anche questo blog, se non lo conosci.

    http://thelongslumber.wordpress.com/

    Un punto di vista interno e molto lucido soprattuto sul problema delle molestie che, almeno in Egitto è fortemente sentito dalle donne.

  5. […] Tutto in 30 secondi appunti e note sul mondo islamico contemporaneo « Se la fatwa è una bufala […]

  6. […] Su quel fronte si scontrano diverse visioni dell’islam: un esempio è la vicenda della fatwa di Ezzat Atiyya passata alla storia come la fatwa dell’allattamento per la quale un uomo e una donna non legati da parentela potevano lavorare nello stesso ufficio solo a patto che la donna nutrisse il suo collega con il proprio latte (vedi qui). […]

  7. […] Ne ho scritto qui e qui. […]

  8. […] Fra gli usi demenziali del termine fatwa devo segnalare anche un post del blog di Beppe Grillo (ho trovato la segnalazione […]

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